| La Repubblica Democratica
del Congo è uno dei più grandi paesi africani situato nell'Africa
centrale, a cavallo dell'Equatore, e confinante a nord con la Repubblica
Centro Africana, a nord-est con l'Uganda, il Ruanda, il Burundi e la Tanzania,
a sud con lo Zambia e l'Angola e a sud-ovest con la Repubblica del Congo.
Il paese ha una superficie totale di 2.344.860 kmq e una popolazione stimata
intorno ai 51.201.000 di abitanti. La maggior parte della popolazione
vive nel sud del paese ma negli ultimi anni, a seguito delle guerre, essa
si è massicciamente spostata verso la capitale, Kinshasa, dove
ufficialmente vivono se milioni di persone ma il reale numero di abitanti
è stimato essere tra i dieci e i dodici milioni di persone. Nel
paese sono presenti oltre 200 gruppi etnici e sono parlate circa 250 lingue,
delle quali solo 4 sono riconosciute quali lingue nazionali; il francese
è la lingua ufficiale.
Scoperto nel 1482 dai portoghesi il Congo viene colonizzato dai belgi
nel 1885. Il paese riesce ad avere la sua indipendenza il 30 giugno 1960
grazie al politico e intellettuale Patrice Lumumba che, subito dopo l'indipendenza,
si trova a dover fronteggiare le spinte secessioniste dei ribelli nella
zona mineraria del paese. Lumumba richiede l'intervento dell'ONU ma gli
Stati Uniti si oppongono a causa delle simpatie marxiste di Lumumba il
quale, dopo appena un anno di governo, viene ucciso. I militari prendono
il potere e inizia la feroce dittatura di Mobuto caratterizzata da un
forte autoritarismo, da violente repressioni contro i dissidenti e dal
sistematico saccheggio delle risorse del paese tramite una gestione corrotta
e la complicità di alcuni stati occidentali.
Nel 1997 viene rovesciata la dittatura di Mobuto e Laurent Kabila diventa
Presidente della Repubblica ma la situazione di crisi nel paese non accenna
a migliorare. Scoppiano numerosi conflitti tra le diverse etnie e il governo
di Laurent Kabila, caratterizzato da estrema debolezza, non riesce ad
arginare la violenza che si diffonde in tutto il paese e che viene fomentata
dall'invio di truppe straniere provenienti dall'Uganda e dal Ruanda. Inizia
così una sanguinosa guerra civile che andrà avanti per 5
anni e che produrrà 4 milioni di morti e 3 milioni di sfollati.
Nel 2001 Joseph Kabila succede al padre nella guida del paese con un governo
di transizione e, grazie ad alcuni accordi di pace, riesce a fermare la
guerra civile e a liberare il paese dalle truppe straniere anche se, nella
parte nord - est, restano molto attive le bande di mercenari e ribelli
impegnate in azioni di guerriglia.
Nel 2003 le Nazioni Unite inviano oltre 10.000 caschi blu per ristabilire
la pace nelle zone ancora fuori controllo ma l'anno successivo iniziano
di nuovo le azioni di guerriglia che tutt'oggi vanno avanti.
Nel 2006 sono indette, dopo 40 anni, le elezioni presidenziali, vinte
dallo stesso Kabila ma la situazione del paese rimane alquanto precaria.
A causa di anni di guerra e di un forte declino economico, il Paese ha
subito un progressivo deterioramento e, nonostante l'enorme potenziale
di risorse, la sua economia è disastrata e la povertà diffusa.
La ricchezza principale del paese è costituita dalle risorse minerarie,
tra cui cobalto, diamanti e rame ma non esiste una vera organizzazione
che porti ad una gestione sostenibile delle risorse e non esiste un reale
controllo statale su determinate fasce di territorio.
Da tutto questo ne risulta un contesto economico assolutamente disastrato
con un PIL annuale di 7.103 milioni di dollari USA (2005) e un PIL procapite
di 123,40 dollari USA (2005). I dati sulla speranza di vita (2007) si
attestano a 53,3 anni per le donne e 50,4 anni per gli uomini (51,8 anni
sul totale della popolazione). I dati relativi alla mortalità infantile
mostrano che su 1000 nascite, 129 bambini non sopravvivono e, nei primi
5 anni di vita, su 1000 bambini nati vivi ne muoiono 205.
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